Fonte ANSA
8 ottobre 2018
Lo stress riduce la fertilità nelle donne, non quella dei maschi
Fonte ANSA
3 ottobre 2018
SPERMATOGENESI
La spermatogenesi avviene nell'epitelio dei tubuli seminiferi dei testicoli (composto da diversi tipi cellulari: le cellule germinali, le cellule del Sertoli e le cellule interstiziali del Leydig) ed è la sequenza di eventi mediante cui i precursori degli spermatozoi, gli spermatogoni (46 cromosomi, diploidi), vengono trasformati in spermatidi (23 cromosomi,aploidi) e successivamente in spermatozoi maturi (23 cromosomi,aploidi).
Le tappe conclusive di questo processo prevedono l’acquisizione delle caratteristiche morfologiche tipiche dello spermatozoo maturo (testa in grado di penetrare l’oocita; collo in grado di generare energia per il movimento; una coda atta allo spostamento).
L’intero processo si svolge sotto l’azione di diversi ormoni: FSH ed LH – prodotti dall'ipofisi – e testosterone, prodotto dalle cellule interstiziali del Leydig.
Una volta prodotti, gli spermatozoi escono dai tubuli seminiferi e vengono convogliati nell'epididimo, in cui – nell'arco dei 12 giorni necessari a percorrerlo – completano la propria maturazione, acquisendo motilità. Vengono quindi immagazzinati sino al momento dell’eiaculazione, durante il quale un uomo emette in media 300 milioni di spermatozoi in volume medio di eiaculato compreso tra i 2 ed i 5 ml. Se questi non vengano eiaculati, con il passare del tempo degenerano e vengono riassorbiti dai dotti deferenti.
Gli spermatozoi vengono emessi all'esterno in occasione dell’orgasmo, risalendo, nell'ordine: epididimo, dotto deferente ed uretra. Durante questo viaggio, si mescolano al secreto delle ghiandole spermatiche accessorie (prostata, ghiandole seminali e bulbo-uretrali), che ha lo scopo di sterilizzare l’uretra, aumentare la vitalità degli spermatozoi, fornire loro nutrimento (principalmente fruttosio) e garantire loro una migliore lubrificazione e sopravvivenza nelle vie genitali femminili.
Le tappe conclusive di questo processo prevedono l’acquisizione delle caratteristiche morfologiche tipiche dello spermatozoo maturo (testa in grado di penetrare l’oocita; collo in grado di generare energia per il movimento; una coda atta allo spostamento).
L’intero processo si svolge sotto l’azione di diversi ormoni: FSH ed LH – prodotti dall'ipofisi – e testosterone, prodotto dalle cellule interstiziali del Leydig.

Gli spermatozoi vengono emessi all'esterno in occasione dell’orgasmo, risalendo, nell'ordine: epididimo, dotto deferente ed uretra. Durante questo viaggio, si mescolano al secreto delle ghiandole spermatiche accessorie (prostata, ghiandole seminali e bulbo-uretrali), che ha lo scopo di sterilizzare l’uretra, aumentare la vitalità degli spermatozoi, fornire loro nutrimento (principalmente fruttosio) e garantire loro una migliore lubrificazione e sopravvivenza nelle vie genitali femminili.
2 ottobre 2018
A che età non si possono avere figli
A che età non si possono avere figli? Le donne se lo domandano sempre più spesso.
Fisiologicamente è la menopausa il termine naturale della fecondità, ma è dai 35 anni in poi che incomincia il declino della fertilità femminile.
La modernità, l’impegno crescente delle donne nel mondo del lavoro, le esigenze produttive del genere femminile (che spesso deve farsi professionalmente largo tra gli uomini) hanno, però, spostato molto in avanti l’età delle primipare (cioè l’età della prima gravidanza e del primo parto): molte donne non affrontano la maternità prima dei 30 anni, tante la procrastinano oltre i 35.
Detta precisazione è estremamente importante poiché in molte donne e in tante coppie è invalsa l’idea che la fertilità possa essere sostenuta, favorita e allungata per molto tempo e per chiunque. Non è così! Il corpo umano può essere un limite invalicabile anche per la medicina.
Pertanto, in linea di principio, la scelta più naturale e rispettosa della umana fisiologia è quella di affrontare l’idea di una gravidanza entro e non oltre i 35 anni.
Per risponderea questa domanda con certezza bisognerebbe considerare la riserva ovarica della paziente; per altro, se l’aspirante mamma ha superato i 35 anni, questa è una valutazione che incide anche sulla possibilità che la donna rimanga incinta con l’aiuto della medicina.
A CHE ETÀ NON SI POSSONO AVERE FIGLI?
Si può dire, senza paura di sbagliare, che a 40 anni si riducono considerevolmente le possibilità di rimanere incinta naturalmente perché si riduce progressivamente la riserva ovarica (di follicoli e ovociti) di cui la donna dispone fisiologicamente.
Durante il congresso Ebart 2018 (Evidence based assisted reproduction technology – Tecnologia di riproduzione assistita basata sull’evidenza) è stata dettagliata una linea guida:
"alle coppie che hanno già affrontato diversi tentativi di PMA omologa con esito negativo, se l’età della donna sia pari o superiore a 43 anni, è giusto prospettare la possibilità di ricorrere alla fecondazione eterologa sfruttando ovociti più giovani."
A che età non si possono avere figli? Se ti stai ponendo questa domanda perché è da più mesi che infruttuosamente provi ad avere un bambino, sappi che è buona norma ricorrere al parere del medico dopo 9-12 mesi di tentativi senza successo.
Fonte http://www.vitadamamma.com/180847/a-che-eta-non-si-possono-avere-figli.html
Fisiologicamente è la menopausa il termine naturale della fecondità, ma è dai 35 anni in poi che incomincia il declino della fertilità femminile.
La modernità, l’impegno crescente delle donne nel mondo del lavoro, le esigenze produttive del genere femminile (che spesso deve farsi professionalmente largo tra gli uomini) hanno, però, spostato molto in avanti l’età delle primipare (cioè l’età della prima gravidanza e del primo parto): molte donne non affrontano la maternità prima dei 30 anni, tante la procrastinano oltre i 35.
Pertanto, in linea di principio, la scelta più naturale e rispettosa della umana fisiologia è quella di affrontare l’idea di una gravidanza entro e non oltre i 35 anni.
Per risponderea questa domanda con certezza bisognerebbe considerare la riserva ovarica della paziente; per altro, se l’aspirante mamma ha superato i 35 anni, questa è una valutazione che incide anche sulla possibilità che la donna rimanga incinta con l’aiuto della medicina.
A CHE ETÀ NON SI POSSONO AVERE FIGLI?
Si può dire, senza paura di sbagliare, che a 40 anni si riducono considerevolmente le possibilità di rimanere incinta naturalmente perché si riduce progressivamente la riserva ovarica (di follicoli e ovociti) di cui la donna dispone fisiologicamente.
Durante il congresso Ebart 2018 (Evidence based assisted reproduction technology – Tecnologia di riproduzione assistita basata sull’evidenza) è stata dettagliata una linea guida:
"alle coppie che hanno già affrontato diversi tentativi di PMA omologa con esito negativo, se l’età della donna sia pari o superiore a 43 anni, è giusto prospettare la possibilità di ricorrere alla fecondazione eterologa sfruttando ovociti più giovani."
A che età non si possono avere figli? Se ti stai ponendo questa domanda perché è da più mesi che infruttuosamente provi ad avere un bambino, sappi che è buona norma ricorrere al parere del medico dopo 9-12 mesi di tentativi senza successo.
Fonte http://www.vitadamamma.com/180847/a-che-eta-non-si-possono-avere-figli.html
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